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Giussani Research Delta 4/HD: Approfondimenti
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I SISTEMI "DELTA 4"
- Il mobile del woofer ha una forma tale da minimizzare la possibilità di insorgenza di onde stazionarie o rimbombi interni, nonché le risonanze dei pannelli. I due laterali sono piccoli e triangolari (ottenendo un ottimo spread e conseguente attenuazione delle frequenze proprie). Inoltre il pannello posteriore inclinato facilita l'accesso alla morsettiera...
- Il posizionamento avanzato del woofer che si consegue grazie all'inclinazione del pannello ottiene: di non urtarlo inavvertitamente, di recuperare il group-delay causato sia dal suo filtro che dall'offset geometrico normalmente presente con il montaggio su pannello verticale e ridurre il livello di emissione verso il pavimento delle frequenze più alte emesse dallo stesso altoparlante.
Inoltre, con il filtro del second'ordine impiegato, consente anche di orientare meglio il lobo di dispersione all'incrocio oltre che di emettere verso l'ascoltatore tutte le frequenze coinvolte nella somma acustica con il midrange ben oltre la frequenza nominale d'incrocio.
- La forma del volume di carico del woofer, con il vertice principale verso l'alto, consente una base di appoggio stabile ed un buon sostegno del gruppo medio-alti con l'uso di soli due stretti montanti in luogo di un pannello, minimizzando quindi altre possibili fonti di emissione di segnali spuri.
- La sezione medio-alta delle Delta 4 Audiolab e delle Delta 4 R3 prevede un gruppo di tre altoparlanti a cupola montati su un unico pannello smussato largo 16,6 cm, alto 36,6 cm, profondo 2 cm. Il pannello del The Audio Speaker accoglieva un Seas da 17 cm ed un tweeter a cupola con dimensioni esterne fuori tutto di 23 x 38 x 9 cm (il volume non usava tutta l'altezza e raggiungeva i 2 litri), mentre il TFS ha un pannello, fresato, da 23 x 39 x 12 cm, per 7 litri lordi interni e le GR Delta 4 R5 impiegano un trasduttore planare (caricato da un volume chiuso di 1,7 litri) abbinato ad un midrange e un tweeter a cupola, montati su un lungo pannello, largo anch'esso solo 16,6 cm.
- Il montaggio del gruppo medio alti su un pannello di larghezza molto contenuta posto a distanza prefissata dal woofer e sulla sua verticale, consente di ottenere una corretta espansione verticale dell'immagine acustica abbinata ad un suono molto particolare, senza effetto/pannello come nei minidiffusori, ma con una gamma medio-bassa e bassa da diffusore grande...
- Quando la "cassa" è chiusa con i telai portatela, si ha la sensazione di ascoltare un alto pannello (elettrostatico/isodinamico) di qualità molto alta, ma con una risposta ben presente anche agli estremi banda e una notevole dispersione...
- Eventuali grandi spostamenti sono facilitati dalla possibilità di dividere la parte bassa da quella sostenuta dai montanti.
E, per finire, l'estetica da monolite ideata da Giammaria Lojodice nel 1977 ha sempre raccolto notevoli consensi.
La storia: Delta 4 Audiolab
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Nell'anno di grazia 1978 Giammaria Lojodice (Galactron) ed io (Stereoplay) vivemmo una esperienza che ancora oggi ogni tanto ricordiamo con piacere. In una sala abbastanza assorbente al mitico IRS (mostra di hi-fi di Roma), alla presenza del pubblico, registravamo con due microfoni Sennheiser posti a 90°, frontalmente a circa 2 metri di distanza, il suono prodotto da un suonatore di sax ed uno di tumba.
Il tutto veniva registrato in stereo con un Revox A-77
L'ascolto della registrazione avveniva attraverso due Audiolab Delta 4 posizionate ai lati degli stessi musicisti (che rimanevano fermi).
Alla fine dell'ascolto il pubblico presente applaudiva sempre e gli audiofili che entravano durante la riproduzione non capivano come mai si sentisse la musica con i musicisti che non suonavano!
La sensazione di realtà del suono era eccezionale.

Le versioni "GR" precedenti la serie HD
GR DELTA 4 R3: autocostruibile
Nel 2003 decisi di costruire una versione aggiornata delle Audiolab Delta 4.
La costruzione delle GR Delta 4 R3 è avvenuta con pochi cambiamenti rispetto alle "antenate" del 1977 ed è stata coronata da un gratificante successo, manifestatosi fin dalle primissime verifiche tecniche e di ascolto:

GR Delta 4 R3
Distanza mic 2,5m - Hmic 115cm

Modulo dell'impedenza GR Delta 4 R3
La sensibilità delle Delta 4 R3 per 2,83V/1m è pari a 85,6 dB SPL.
La versione del 2005: appare il primo planare
GR DELTA 4 R5: autocostruibile
Visti i risultati ottenuti con le GR Delta 4 R3 appariva molto intrigante e promettente l'idea di prendere le mosse dalla base eccezionale fornita dalle Audiolab Delta 4 per impegnarsi a farle evolvere in un sistema allo stato dell'arte degli anni 2000. GR Le Delta 4 R5, appunto.
Obbiettivo che, grazie anche all'impegno profuso dall'architetto Massimo Massetti, che ha saputo elaborare elegantemente una mia idea degli anni '80 basata sulla struttura di un bel grattacielo visto e fotografato all'epoca a New York, il Grace Building:

può dirsi senza dubbio raggiunto.
14 luglio 2005


Fc = 45,28 Hz
Minimo dell'impedenza pari a 4,11 Ohm a 75,49 Hz
16 luglio 2005. Da sinistra: Giammaria Lojodice, Renato Giussani
Auretta Granati, Massimo Massetti, Delta 4 R5.
I prototipi delle Delta 4 R5 che ho nel mio salone hanno il seguente ingombro esterno massimo (con i telai montati):
44 L x 38 P x 163 H
2005 Jul 18, 10:03 AM
I commenti di Marco Visonà... Dopo "l'ascolto collettivo" degli ospiti del Salotto:
"...Alto, basso, medio: non ha senso, è un prodotto di Giussani: qui c’è solo UN sistema emissivo unico, non si sentono stacchi tra le vie. E qui devo cospargermi il capo di cenere: non ci credevo. Non l’ho voluto realizzare perché non credevo fosse possibile legare un woofer da 32 con cono in PP ad un medio planare. Dove cominciava il planare? Dove finiva il woofer? E chi se ne frega?..."
"...Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare a confronto le Delta 2003, e “al salto” anche le 1000.
E’ molto facile piazzare le tre su una scala di valori, purchè le scale siano tre, diverse: sono tre progetti diversi, destinati a soddisfare domande diverse, nessuno dei tre sostituisce o annichilisce l’altro. Poiché uno in casa tutte e tre non ce le mette, a meno di chiamarsi Renato Giussani, ovviamente le 1000 sono quelle che farebbero il sogno di ogni audiofilo; trattasi di due strumenti di misura, non di due “casse”. Ma il velluto pettinato delle R5, seduti in una sera d’inverno davanti al camino scoppiettante, è qualcosa che vorrei sperimentare..."
E quelli di Maurizio Jacchia:
"...Il risultato di tutto ciò, ovvero le Delta 4 R5 v5.2, a mio avviso non può essere ulteriormente "migliorato", se non in relazione alla eventuale scelta di privilegiare le prestazioni con questa o quella particolare tipologia di registrazioni, penalizzandone altre. (frase di R.G....)
Aggiungo
che non ci credevo pur essendomi piaciute a Gennaio. Per me allora le prendevano
dalle loro antenate su tutti i fronti. Adesso hanno reso pan per focaccia e non
da delle signorine da niente. Incredibile la omogeneità in frequenza. I violini
sono pressoché identici, voci e pianoforte sono migliori nelle R5. La
personalità più blanda nel senso migliore del termine. L'articolazione del
basso si mantiene fino agli improbabili livelli ai quali siamo sempre arrivati.
Stavolta però era proprio Renato che spingeva.
.
Andrea ed io, che siamo gli unici con tendenze antiorarie, ci siamo trovati a
sopportare l'eccesso di livello con poco fastidio. Andrea si è lasciato andare
al termine "saturazione dell'ambiente". Ecco, il grande vantaggio
delle 1000 è che saturano meno l'ambiente.
..."
La sensibilità delle Delta 4 R5 per 2,83V/1m è pari a 87,0 dB SPL.
Ipotesi d'uso:

Alcune testimonianze riguardanti le GR Delta 4 R5
GR Delta-4 R5 @ Raffaele Lorello
GR Delta-4 R5 @ Dario Nardacci
*****GR Delta-4 R5 @ Daniele Criscimanni
***************************GR Delta-4 R5 @ Sandro Lavagnini & Dominik Jay Williams
**GR Delta-4 R5 @ Angelo Scarlato
*****GR Delta-4 R5 @ Antonio Di Simone
La originale filosofia di progetto dei sistemi Delta 4
15 settembre 2006
Il mio amico Giampiero Spezzano, che nel 2004 ha costruito per sé una coppia di Delta 4 R3 (scherzosamente definite Delta 4.4 perché costruite nel 2004 e dotate di un mobile prismatico del woofer più stretto e più alto di quello delle Delta 4 R3, causa poco spazio per installarle), mi ha fatto notare una cosa che ha sicuramente un rilievo non trascurabile...
Una delle caratteristiche principali della Delta 4, in tutte le sue versioni, è il fatto che il gruppo medio-alti sia montato su un pannellino largo circa 16,6 cm. Per di più, smussato lateralmente. Pur avendo spiegato già molte volte la maggior parte delle ipotesi di progetto delle Delta 4 e delle molte conseguenze che da esse derivano, non ho mai scritto chiaramente da cosa origina la scelta di montare gli altoparlanti su un pannellino così stretto. Come pure il perché le casse siano dotate di telai portatela simmetrici, sia anteriormente che posteriormente.
Vediamo di colmare rapidamente queste evidenti lacune.
In primo luogo converrà rileggere una introduzione che appare nella pagina dedicata al DSR e all'NPS, cioè questa:
"Scena acustica - Soundstage :
Tutto lo "spazio acustico" che si trova intorno all'ascoltatore, principalmente davanti a lui. Tutto il volume percepito come occupato da sorgenti acustiche reali, virtuali (ad esempio sorgenti riflesse) e fantasma (che esistono solo nella testa di chi ascolta, come ad esempio l'immagine centrale che si ottiene in un sistema stereofonico alimentato con un segnale monofonico, come pure la percezione di sorgenti "inesistenti" ricreate da complessi fenomeni psicoacustici).
- Durante l'ascolto dal vivo: Le sorgenti "prevalenti" sono quelle reali.
- Durante l'ascolto di un sistema stereofonico o Dolby Surround: Le sorgenti "prevalenti", nei migliori sistemi hifi, sono le virtuali e le fantasma...."
Se ne deduce che, "nei migliori sistemi hi-fi", le sorgenti reali costituite dagli altoparlanti e dalle casse devono essere meno udibili possibile, e questo risultato può essere ottenuto minimizzando la loro "presenza fisica", dal punto di vista delle onde acustiche che esse stesse emettono.
Perché un'onda acustica "non si accorga" della presenza di un oggetto reale posto sul suo cammino è sufficiente che tale oggetto abbia dimensioni "piccole rispetto alla lunghezza d'onda dell'onda acustica coinvolta". E ciò vale anche per le dimensioni della sorgente stessa, che apparirà vieppiù meno "presente" quanto più le sue dimensioni relative saranno piccole.
Nel caso dei sistemi Delta 4 la dimensione del pannellino frontale è tale da minimizzare la udibilità della sua presenza già a partire dai 1000 Hz in giù.
Ciò vuol dire che la dispersione orizzontale delle onde acustiche emesse dagli altoparlanti montati su tale pannellino può allargarsi fino al valore che avrebbe in assenza del pannello stesso per tutte le frequenze fino ai 1000 Hz, mentre al di sopra avrà un andamento simile a quello che avrebbe se le stesse onde fossero emesse da una qualsiasi sorgente naturale avente una dimensione orizzontale simile a quella del pannellino. Tale effetto conduce ad avere una dispersione simile a quella che si riscontra intorno ad una testa umana... E questo fatto è sufficiente a giustificare la particolarissima sensazione che l'ascoltatore prova quando cammina girando intorno ad una Delta 4 mentre questa riproduce una voce umana. L'effetto è estremamente simile a quello che si ha girando intorno ad una persona che si trovi realmente in piedi nella posizione occupata dalla cassa.
Naturalmente le onde acustiche che vengono " emesse verso il lato posteriore" della cassa non devono incontrare ostacoli sul loro cammino, e ciò basta a spiegare la presenza di un pannello posteriore acusticamente trasparente, esattamente come quello anteriore, anche dietro al mobile.
Un altro fenomeno acustico che rende udibile la presenza del mobile dei sistemi di altoparlanti è quello che prende il nome di diffrazione, che nel caso in oggetto avviene ai bordi del pannello frontale.
Riducendo la dimensione orizzontale del pannello frontale si riduce la differenza fra i tempi di arrivo dei segnali diretti e di quelli diffratti, ottenendo di diminuire considerevolmente la udibilità della presenza di quest'ultimi. Ciò aiuta ulteriormente il nostro sistema uditivo ad attribuire alle sorgenti acustiche virtuali le cui onde acustiche sono state registrate, una "presenza" ed una "consistenza" molto più "percepibili e realistiche"di quanto non lo sia la vera sorgente reale costituita dagli altoparlanti che le riproducono.
Contemporaneamente, le caratteristiche dei segnali provenienti dal pannellino ed attribuibili alla sua presenza, saranno molto differenti da quelle dei segnali registrati e riprodotti relativi a sorgenti reali più ampie di 16,6 cm (la maggior parte delle sorgenti reali), ottenendo di non "confondersi" con esse. Ciò renderà i segnali registrati e riprodotti più facilmente identificabili ed utilizzabili da parte del nostro sistema uditivo, al fine di ricostruire la presenza soggettiva delle sorgenti virtuali e fantasma "desiderate" (quelle che emettevano quei segnali durante la registrazione).
E ancora...
Come nel caso delle casse elettrostatiche, che oppongono una debole resistenza al passaggio delle onde emesse posteriormente e riflesse verso l'ascoltatore dalla parete posteriore alle casse stesse, rendendone perciò stesso meno "udibile" la presenza, le Delta 4 "non vengono viste affatto" da tutti i segnali da queste emessi posteriormente.
In conclusione:
durante l'ascolto di musica con una coppia di Delta 4 l'ascoltatore può più facilmente provare la sensazione di ascoltare stando di fronte al palcoscenico reale, dimenticando la presenza fisica delle casse, rispetto a qualsiasi altra situazione che preveda sistemi di altoparlanti caratterizzati da pannelli anteriori di maggiori dimensioni.
Perché certe volte la sensazione di "presenza fisica" delle casse è piacevolmente ridotta
Ad esempio: se sono buone planari elettrostatiche/isodinamiche, omnidirezionali, a dipolo,
direct/reflecting, molto piccole free-standing... O "Delta 4 style".
Abstract
Durante l'ascolto di musica con una coppia di buone casse hi-fi elettrostatiche, isodinamiche, a dipolo,con testa medio-alti separata e sovrapposta, omnidirezionali, direct/reflecting oppure minicasse free-standing... L'ascoltatore può facilmente provare la sensazione di ascoltare stando di fronte al palcoscenico reale, dimenticando la presenza fisica delle casse, in misura molto maggiore rispetto a qualsiasi altra situazione che preveda sistemi di altoparlanti caratterizzati da pannelli anteriori rigidi di grandi dimensioni, ovvero larghi molto più di 20 cm (fra l'altro, questo fatto può spiegare abbastanza facilmente il successo avuto negli ultimi anni in tutto il mondo da una gran quantità di ottimi minidiffusori, per i quali la installazione prevalente è su un supporto alto circa 1 metro e ben lontani dalle pareti dell'ambiente d'ascolto). Le motivazioni di tale risultato sono in alcuni casi anche di ordine psicoacustico (dipendenti anche dall'aspetto esterno dei diffusori in oggetto), ma in massima parte dipendono da specifiche caratteristiche acustiche oggettive, legate ad alcune modalità di emissione di tali sistemi, pur apparentemente molto diversi.
Nella trattazione che segue vengono esaminati quattro aspetti principali della emissione, che vengono messi in relazione con le caratteristiche di funzionamento dei sistemi elencati, mettendo in luce che praticamente solo i minidiffusori sono in grado di offrire (per quanto concerne la parte più importante dello spettro acustico) la migliore e più realistica "phantom scene" possibile.
Anche se, è importante sottolineare che stiamo parlando di fattori "del second'ordine", rispetto ad altri che costituiscono la base qualitativa sulla quale costruire tali affinamenti.
E tale "base" è comunque costituita da una capacità dinamica sufficiente, una distorsione contenuta anche ai bassi livelli di ascolto e, soprattutto, una risposta in frequenza (rilevabile su tutta l'area di più probabile ascolto, il che chiama in causa anche la dispersione, sia orizzontale che verticale) corretta, ovvero tale da estrinsecarsi (come oramai universalmente acclarato) in un andamento in ambiente molto simile a quello proposto come ottimale negli anni '70 da Henning Møller della B&K.
Per poter fruire della caratteristica della capacità dei migliori minidiffusori di "rendersi "invisibili", senza dover rinunciare alla estensione della gamma bassa, alla dinamica massima del programma riprodotto e ad una possibile percezione di una piacevole e a volte realistica "phantom vertical dimension" della scena acustica (garantita ad esempio da certe elettrostatiche e/o isodinamiche a forte sviluppo verticale), si propone come soluzione migliore la struttura tipica dei sistemi tipo Delta 4, caratterizzati da una zona di emissione delle frequenze medio-alte con dimensioni particolarmente ridotte, accompagnata da un woofer (non "sub") a pavimento in grado di completare il messaggio acustico senza "sporcarlo". Tale struttura conferisce alla scena acustica anche una dimensione verticale percepita come naturale e credibile.
Come abbiamo scritto anche su diverse pagine del sito GR:
"...Scena acustica - Soundstage :
Tutto lo "spazio acustico" che si trova intorno all'ascoltatore, principalmente davanti a lui. Tutto il volume percepito come occupato da sorgenti acustiche reali, virtuali (ad esempio sorgenti riflesse) e fantasma (che esistono solo nella testa di chi ascolta, come ad esempio l'immagine centrale che si ottiene in un sistema stereofonico alimentato con un segnale monofonico, come pure la percezione di sorgenti "inesistenti" ricreate da complessi fenomeni psicoacustici).
- Durante l'ascolto dal vivo: Le sorgenti "prevalenti" sono quelle reali.
- Durante l'ascolto di un sistema stereofonico o Dolby Surround: Le sorgenti "prevalenti", nei migliori sistemi hifi, sono le virtuali e le fantasma..."
Da ciò deriva che, se vogliamo "non sentire" la presenza degli altoparlanti e delle casse su cui sono montati, bensì avere la sensazione che ad emettere i suoni che sentiamo siano le stesse sorgenti reali la cui emissione è stata catturata dai microfoni, dovremo curare che, durante la emissione dei segnali acustici:
A) Non siano presenti fenomeni di diffrazione ai bordi del pannello frontale se non in misura minima. L'esperienza pluriennale di accurati ascolti Hi-Fi ci dice che quando il pannello frontale di una cassa non planare raggiunge o (a maggior ragione) supera i 30 cm di larghezza e non implementa accorgimenti atti a minimizzare la diffrazione ai bordi, la sensazione della sua presenza come reale sorgente emittente ciò che stiamo ascoltando si fa importante. Viceversa, con un pannello anteriore di larghezza prossima ai 20 cm o (a maggior ragione) inferiore, la sensazione della sua presenza tende a sparire comunque.
B) La emissione verso la parete posteriore alle casse avvenga "abbastanza liberamente" quantomeno per tutta la banda di frequenze dai 1000 Hz in giù (molto importanti per la creazione dell'atteso campo riverberato). Condizione congruente con quella del punto A.
C) I segnali riflessi dalla parete di fondo che si trova posteriormente alle casse possano raggiungere l'ascoltatore senza incontrare ostacoli acusticamente importanti lungo il loro cammino. Tantomeno le casse stesse. Condizione congruente con quelle dei punti A e B.
D) I segnali emessi dalle casse verso la parete posteriore siano in fase con la emissione frontale.
Nel caso di riproduzione (ricostruzione virtuale) di sorgenti registrate in near-field o comunque a distanza ravvicinata, presenti nella maggioranza delle migliori registrazioni (come una voce solista ad esempio), questa condizione si riferisce al fatto che quasi tutti gli strumenti musicali e le sorgenti acustiche reali la cui presenza virtuale deve essere ricostruita emettono tutto all'intorno onde acustiche in fase fra loro. Nel caso di ricostruzione di sistemi acustici più complessi, e/o registrati a grande distanza, si deve tener conto del fatto che i diffusori devono essere in grado di ricreare un campo riverberato e di prime riflessioni simile a quello atteso da chi ha effettuato ed ottimizzato le registrazioni. E con una emissione posteriore in controfase ciò non può avvenire.
- Se ascoltiamo casse di grandi dimensioni che non adottino accorgimenti particolari e siano dotate di un pannello frontale abbastanza ampio, ci troveremo purtroppo a non poter considerare soddisfatto praticamente nessuno dei quattro punti A, B, C, D, anche se quello B lo sarà almeno in parte, in misura dipendente dalle dimensioni del pannello.
- Nel caso delle migliori casse planari elettrostatiche e/o isodinamiche siamo in presenza di sistemi in grado di soddisfare quasi sempre molto bene i punti B e C, e qualche volta anche A (grazie alla emissione a dipolo di un fronte d'onda "piano" che non dovrebbe propagarsi se non in piccola parte lateralmente), ma certamente non il punto D.
- Un'altra tipologia di casse che sembrerebbero poter soddisfare molti dei punti appena visti sono alcune di quelle appartenenti alla categoria delle "omnidirezionali".
Tutte le omnidirezionali, soddisfano abbastanza bene i punti A, C e D, mentre, per quanto riguarda il punto B, "esagerano un po'". Esse emettono verso la parete posteriore, e non solo, tutta la gamma audio e tutta allo stesso livello e con il medesimo spettro. E' facile verificare che questa condizione non rispetta affatto le necessità richieste da quanto descritto qui: Stereofonia e Percezione e in particolare ciò che si può desumere da questo brano: "...... per trasportare l'intero fronte di emissione del suono di un'orchestra in corrispondenza degli altoparlanti che lo emetteranno, si dovrebbe prelevare il suono in corrispondenza di una finestra ideale tracciata di fronte alla posizione di ascolto di cui si vogliono simulare le sensazioni, alla stessa distanza che separerà gli altoparlanti dall'ascoltatore durante la riproduzione..." "...In ogni caso, la stereofonia si basa sull'ipotesi che ricostruire parzialmente il solo fronte d'onda anteriore possa essere sufficiente e noi, almeno per ora e visti anche gli insuccessi della quadrifonia, cercheremo di non essere più esigenti...". Ovvero hanno un rapporto di emissione Anteriore/Posteriore non congruente affatto con quanto viene presupposto dalle tecniche di registrazione universalmente adottate.
- Le casse a dipolo, in relazione alla loro struttura e dimensioni, potrebbero soddisfare comunque solo i punti A, B e C.
- Le casse Direct/Reflecting, in relazione alla loro struttura e dimensioni, potrebbero soddisfare anche tutti e quattro i punti A, B, C e D, ma soffrono in misura ancora maggiore rispetto alle omnidirezionali il fatto che non si comportano in modo congruente con le necessità richieste da quanto descritto qui: Stereofonia e Percezione. Ovvero hanno un rapporto di emissione Anteriore/Posteriore non congruente affatto con quanto viene presupposto dalle tecniche di registrazione universalmente adottate.
- I punti A, B, C e D sono tutti soddisfatti solo quando si utilizzano casse acustiche di piccolissime dimensioni installate lontano dalle pareti. Il che spiega in gran parte il successo che hanno avuto negli ultimi anni questo tipo di sistemi. Un altro motivo del successo delle piccole casse risiede certamente nel loro piccolo ingombro, ma questa non sarebbe ragione sufficiente a giustificare i commenti entusiastici di ascoltatori esperti che mettono in particolare risalto la capacità delle minicasse di "sparire acusticamente alla vista" lasciando il posto alla scena acustica originale.
Peraltro le piccole casse non sono in grado di emettere consistenti e realistici livelli di pressione alle basse frequenze e l'uso di abbinare loro sistemi subwoofer non sembra essere esente da importanti difetti di coerenza di emissione e di naturale sensazione d'ascolto.
- La conclusione è che l'unica tipologia di cassa in grado di soddisfare tutti e quattro i punti elencati, mantenendo al contempo una coerenza di emissione, una estensione della risposta ed una capacità dinamica più che soddisfacenti, sia proprio quella "tipo Delta 4". Il che rende ragione dei giudizi estremamente positivi e lusinghieri espressi da tutti coloro che hanno avuto la possibilità di ascoltarne una implementazione pratica corretta.
Tutte le argomentazioni appena espresse rendono però possibile quantomeno soddisfare i punti A, B e D, anche disponendo dietro alle nostre casse, ove queste avessero dimensioni importanti, un altoparlante capace di emettere verso la parete di fondo (e in fase con l'emissione frontale) i segnali che il grande pannello della cassa tende a trattenere nel suo semispazio anteriore. Quanto al livello cui tale emissione deve avvenire ed alla effettiva relazione di ampiezza fra tutte le costituenti il suo spettro di frequenze, questi dipendono sia dalle caratteristiche della cassa cui il dispositivo venga applicato sia dalla distanza dalla parete posteriore. Non è cosa che un autocostruttore possa affrontare alla leggera...
Altri sistemi "Delta 4 Style"
Le Delta 4 degli anni 2000 costruite da Progettare Hi-Fi per la GIUSSANI RESEARCH

GR DELTA 4 R8/HD
GR DELTA 4 R9/HD
GR DELTA 4 R10/HD
(versioni varie - Renato Giussani on Jul 26, 8:11 PM)
I nuovi progetti GR Delta 4/HD si aggiungono a quelli realizzati dall'Ing. Renato Giussani
e diffusi gratuitamente tramite Audioplay dal 2003 in poi.
In deroga alla consolidata filosofia Giussani Research, questi progetti riguardano i primi diffusori
GR disponibili esclusivamente già montati, numerati e certificati uno ad uno dal progettista in persona.
Le GR Delta 4/HD vengono prodotte sulla base del principio della "sottoscrizione". Metodo sicuramente innovativo che consente un notevole contenimento dei costi (consentito alla GR dalla grande notorietà e dalla consolidata reputazione del suo progettista Ing. Renato Giussani, attualmente editore e direttore generale della Casa editrice Argò srl, del quale non possiamo non ricordare almeno la progettazione dei diffusori Audiolab Delta Tre del 1975, Audiolab Delta 4 del 1977, ESB Serie New LD del 1980, ESB Serie 7 DSR dal 1981, Aedon Audio Serie NPS dal 1990 al 1994, nonché tutti i sistemi Giussani Research dal 2003 in poi).
Le GR Delta 4/HD sono sistemi hi-end perfettamente in grado di offrire
e di estendere al massimo grado tutte le valenze positive dei "Sistemi Delta 4", già verificate
lungo un arco di tempo che dal 1977 ad oggi si estende su più di un trentennio.
Su questa stessa pagina sono già raccolte molte informazioni volte a chiarire al meglio le basi e i target della filosofia progettuale di tutti i sistemi Delta 4.
I trasduttori impiegati nei sistemi Delta 4/HD sono stati selezionati fra i migliori degli anni 2000 e più adatti al conseguimento dell'ambizioso target di progetto, tale da porre le prestazioni di tutte le nuove GR Delta 4/HD al di sopra di tutti i già apprezzatissimi modelli precedenti autocostruibili fra cui, ad esempio, le GR Delta 4 R5.
GR Delta 4 R8/HD***
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GR Delta 4 R8/HD Technical Specifications
Emissione: Numero vie: Rete di crossover: Sistema di carico woofer: F -3 dB: Sensibilità: Impedenza nominale: Potenza massima per canale su 8 ohm dell'amplificatore: Collegamento: Dimensioni: Peso: Distanza di ascolto consigliata: Distanza Min - Max dalla parete posteriore (spigolo interno): |
monopolare (non dipolare) 3 senza condensatori elettrolitici sospensione pneumatica 42,8 Hz 87 dB SPL nelle normali condizioni d'impiego 8 ohm 25 Mono/Bi-Wiring 41,8 L x 36,6 P x 140,0 H cm 24 kg maggiore di 2,0 metri Min=10 cm - Max=Dipendente dall'ambiente d'ascolto |
Componenti impiegati: woofer da 10" GR, rubber surround; mid-basso planare BG Neo 8 PDR; tweeter planare BG Neo 3 PDR.
Il costo della sottoscrizione è di 6.192 Euro la coppia.
GR Delta 4 R9/HD***
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GR Delta 4 R9/HD Technical Specifications
Emissione: Numero vie: Rete di crossover: Sistema di carico woofer: F -3 dB: Sensibilità: Impedenza nominale: Potenza massima per canale su 8 ohm dell'amplificatore: Collegamento: Dimensioni: Peso: Distanza di ascolto consigliata: Distanza Min - Max dalla parete posteriore (spigolo interno): |
monopolare (non dipolare) 4 senza condensatori elettrolitici sospensione pneumatica 34,2 Hz 87 dB SPL nelle normali condizioni d'impiego 8 ohm 50 Mono/Bi-Wiring 43,6 L x 39,4 P x 160,8 H cm 31 kg maggiore di 2,5 metri Min=10 cm - Max=Dipendente dall'ambiente d'ascolto |

Componenti impiegati: woofer da 12" GR, rubber surround; mid-basso planare BG Neo10; mid-alto planare BG Neo3 PDR; tweeter Scan Speak D2010.
Il costo della sottoscrizione è di 7.840 Euro la coppia.
Gli interessati al progetto che desiderassero prendere atto personalmente delle prestazioni che le GR Delta 4 R9 possono offrire, sono pregati di prendere accordi diretti con gli
GR Delta 4 R10/HD***
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GR Delta 4 R10/HD Technical Specifications
Emissione: Numero vie: Rete di crossover: Sistema di carico woofer: F -3 dB: Sensibilità: Impedenza nominale: Potenza massima per canale su 4 ohm dell'amplificatore: Collegamento: Dimensioni: Peso: Distanza di ascolto consigliata: Distanza Min - Max dalla parete posteriore (spigolo interno): |
monopolare (non dipolare) 5 senza condensatori elettrolitici sospensione pneumatica 39,4 Hz 93 dB SPL nelle normali condizioni d'impiego 4 ohm 80 Mono/Bi-Wiring 45,6 L x 44,4 P x 165,8 H cm 35 kg maggiore di 3,5 metri Min=10 cm - Max=Dipendente dall'ambiente d'ascolto |
Componenti impiegati: 2 woofer da 12" GR, rubber surround; 2 mid-bassi planari BG Neo10; 1 mid planare BG Neo8 PDR; 1 tweeter planare BG Neo3 PDR.
Il costo della sottoscrizione è di 11.680 Euro la coppia
La produzione basata sul metodo della sottoscrizione garantisce che l'investimento mantenga a lungo il suo valore,
mettendolo al riparo da andamenti dei costi dipendenti da politiche di mercato.
La somma stabilita per la sottoscrizione di ciascuna coppia di diffusori GR Delta 4/HD comprende tutti i costi di costruzione, di controllo e di consegna, nonché la garanzia e quant'altro specificato all'atto della cessione.
La spesa complessiva per la sottoscrizione della costruzione "ad personam" di una coppia di GR Delta 4 R8/HD è di 6.192 Euro la coppia (774 Euro per la prenotazione. 2.709 Euro per la prima tranche, da versare quando viene comunicato l'avvio della costruzione del relativo lotto. 2.709 Euro per la seconda tranche, da versare quando viene comunicata la disponibilità dei diffusori per la consegna).
La spesa complessiva per la sottoscrizione della costruzione "ad personam" di una coppia di GR Delta 4 R9/HD è di 7.840 Euro la coppia (980 Euro per la prenotazione. 3.430 Euro per la prima tranche, da versare quando viene comunicato l'avvio della costruzione del relativo lotto. 3.430 Euro per la seconda tranche, da versare quando viene comunicata la disponibilità dei diffusori per la consegna).
La spesa complessiva per la sottoscrizione della costruzione "ad personam" di una coppia di GR Delta 4 R10/HD è di 11.680 Euro la coppia (1.460 Euro per la prenotazione. 5.110 Euro per la prima tranche, da versare quando viene comunicato l'avvio della costruzione del relativo lotto. 5.110 Euro per la seconda tranche, da versare quando viene comunicata la disponibilità dei diffusori per la consegna).
Per attivare la procedura di sottoscrizione è necessario inviare la propria impegnativa d'ordine alla casella postale
attraverso la quale riceverete le necessarie istruzioni per la sua conferma.
Ciascuna cassa è contrassegnata da una targhetta adesiva come da campione qui sotto:

Per ascoltarle
Il Network dei Salotti di Ascolto degli Ambasciatori GR
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