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GR Delta Serie

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Bebo Moroni (VIDEOHIFI) riguardo le NPS-1000:

“Un sistema gigantesco e complesso reso genialmente semplice e ambientabile. Progettato dal grande Renato Giussani, disegnato da quel maestro che è Giammaria Lojodice,L’NPS 1000 è la risposta italiana ai super-sistemi statunitensi. Una risposta incredibilmnte convincente. Grand Prix del SUONO 1994, vincitore assoluto.


Il noto discografico Marco Lincetto (Velut Luna) dopo l’ascolto delle GR Delta 4 R9:

“…approfitto per dire la mia su questi diffusori, finalmente ascoltati, brevemente, ma con grande attenzione e concentrazione, al Roma Hi-End, utilizzando principalmente due miei master che conosco meglio di me stesso.

Ci tengo a scrivere queste poche righe, perché reputo Giussani una delle poche persone che ha lasciato il segno in questo settore, negli ultimi 40 anni almeno.

Nei primi 30 secondi di ascolto di questo diffusore ho immediatamente capito che tutto stava al suo posto: non ho avuto problemi a ritrovare tutti i riferimenti di due registrazioni che, appunto, conosco “più che benissimo”.

Ed il tutto in una saletta che, probabilmente apposta, riproduceva un ambiente domestico molto normale, usuale, ovvero l’ambiente dove verranno ascoltate questi diffusori.

Un sentito “Complimenti!” a Renato Giussani.

Marco Lincetto…”


Angelo Jasparro (Audio Review):

“Eccoci a pestare i tasti del portatile per raccontarvi le sensazioni vissute durante un buon mesetto in compagnia delle creature di Giussani…
Bando alle ciance e parliamo di questi diffusori.
L’idea di montare tutti questi altoparlanti su un pannello estremamente stretto è quella di evitare l’influenza sulle caratteristiche di dispersione sonora dei trasduttori, al fine di raggiungere un più corretto disegno dell’immagine sonora e di evitare la localizzazione dei diffusori. Vi anticipo subito che l’effetto ricercato e stato ottenuto in pieno.
Sono subito colpito da una gamma media “incantatrice”, che mi predispone all’ascolto più che all’analisi del suono. Voglio poi verificare la prestazione in gamma bassa tramite ii CD “Siria” di Antonio Placer (Harmonia Mundi). Il contrabbasso è giustamente profondo, caldo, preciso e piacevole da ascoltare. La voce tenorile di Placer è senz’altro vicina all’idea che mi sono fatto di come sia in origine…
…Al contrario dei miei diffusori di riferimento, che tendono a rappresentare una scena piuttosto bassa, come se si ascoltasse l’orchestra nel “golfo mistico” (cosa che risolverò a breve sollevandoli da terra), con questi Giussani l’altezza è sviluppata ottimamente e sarete seduti di prepotenza nelle prime file del teatro, mentre i musicisti si esibiscono sul palcoscenico…
…Avrete fatto caso che, contrariamente a quanto riportato nel manuale d’istruzioni di questi diffusori, non ho mai utilizzato l’abusata espressione “medi da elettrostatico”. Il motivo è che non c’è il principale difetto del suono delle membrane elettrostatiche: la mancanza di fisicità nella riproposizione di voci, percussioni e tutto ciò che transita dai pannelli…
…Un’ulteriore conferma della credibilità della prestazione di queste GR viene dall’ascolto del vinile Pablo Records “The Gifted Ones”, nel quale Dizzy Gillespie e Count Basie duettano accompagnati da basso e batteria. La naturalezza dei piatti della batteria è quasi disarmante. Pianoforte e tromba, va da sé, offrono uno spettacolo da annotare…
…Superato a pieni voti anche l’esame-violino, sulle note del Concerto N. 2 “La Campanella” di Paganini (DG), che vede solista Salvatore Accardo. Lo strumento risulta equilibrato e piacevole da seguire…
…La London Philharmonic Orchestra diretta da Dutoit occupa uno spazio ampio e non limitato dai diffusori, con gli strumenti alla giusta altezza. Quest’ultima caratteristica sarà quella the decisamente rimpiangerò di più dopo la ripartenza di questi diffusori per casa loro. Può darsi sia solo suggestione ma mi pare di percepire che il violino solista sia posizionato più in alto rispetto agli altri archi dell’orchestra, proprio come se Accardo suonasse in piedi…”


Ivano B. (aka Stentor – Bit Audio World Admin):

“Giussani Research & McIntosh !!!
Venerdì sono stato ospite di un amico e mi son goduto questo spettacolare setup:
Workstation Bit4Sound, Preaamplificatore McIntosh C50, Finali mono McIntosh MC601 (600 watt !!!) e le Giussani Research Delta R9 MKII
In una parola …uno spettacolo. Pochi diffusori a RD ho sentito suonar così bene. Non è un suono da fighetti ma dannatamente concreto: il timbro è naturale e la dinamica imperiosa. Non credo si possa attribuire un genere musicale preferito (attribuzione che peraltro ho sempre trovato senza senso visto che io la reputo piuttosto un limite di un diffusore che una caratterizzazione): qualsiasi cosa gli davo in pasto la digerivano senza scomporsi.
Intervenuto il nostro Roby da remoto ha messo i suoi brani ammazza woofer con salti dinamici impressionanti …. nei momenti di calma i McIntosh erogavano meno di 6 watt per poi andare improvvisamente a fondo scala (600 watt) e accendersi le luci del power guard …. un diffusore senza le palle ci avrebbe sparato i woofer in faccia o quanto meno avrebbe distorto brutalmente ma le Delta no …. digerivano con facilità l’enorme potenza indistorta dei McIntosh.

In un ascolto domestico ritengo che le Delta siano ottime…. anzi …esagerate !!! E tutto questo con un equilibrio perfetto.

Complimenti a Renato Giussani per le sue creature: per me son promosse a pieni voti.”


Il primo acquirente, proprietario della coppia di GR Delta 4 R9, Alberto Avenoso:

“Mi sono concesso circa tre-quattro ore di ascolti approfonditi del mio sistema che come diffusori prevede le Giussani Research Delta 4 R9…
Sala di ascolto piuttosto grande di circa m 6 x 10 x 2,55 arredata con tappeti, libreria a boiserie, divani, suppellettili varie ecc…
Ero solo in casa e mi sono scatenato.
Ascolti a volumi praticamente realistici di numerose ottime registrazioni di pezzi classici intramontabili, per lo più per pianoforte o organo e grande orchestra.
Che dire… La prima parola che mi viene in mente è IMPRESSIONANTE.
Sì sono rimasto veramente impressionato.
Le GR costituiscono un sistema di altoparlanti TOP, che EMOZIONA.
Dinamica, potenza schiacciante sostenuta senza alcuna distorsione, bassi profondissimi (l’organo ha fatto letteralmente tremare casa; e i grande effetto sono stati gli effetti speciali Telarc ed i pianoforti), trasparenza, particolari minutissimi (respiri e schiarimenti di voci, anche abbastanza fastidiosi, mai sentiti prima nei miei concerti dal vivo) e, soprattutto, realismo (il pianoforte, ripeto, ha, letteralmente, dell’incredibile), nessuna cesura tra le gamme di frequenza coperte dai quattro trasduttori…”


Un altro audiofilo che ha appena ricevuto le sue GR Delta 4 R9:

“Metto su la prima cosa che mi viene in mente: il tema d’amore dal film “Nuovo Cinema Paradiso” cantato (in portoghese) da Dulce Pontes e tratto da “Focus” (Universal, 2003). La voce esce chiara e come librata nell’aria, dolce e vibrante. Ma soprattutto non sembra “provenire” dai diffusori. E’ proprio quello che voglio, che stia lì, nella stanza, in un palcoscenico virtuale davanti a me, non che fuoriesca da un oggetto più o meno bello (ma le Delta sono esteticamente molto belle!). La grande “leggerezza” e trasparenza delle voci mi viene confermata da “Can’t Help Lovin’ Dat Man” (dal musical “Show Boat” del grande Jerome Kern, EMI, 1988) dove al personaggio di Julie (Teresa Stratas) si uniscono in coro i domestici, in un crescendo trascinante e suggestivo. Nell’”Overture” della stessa opera, l’esecuzione della London Sinfonietta diretta da McGlinn rivela tutta la sua trama armoniosa, con gli archi caldi e avvolgenti, il banjo perfetto per nitidezza e colore, i fiati ben enunciati e potenti. Ma è soprattutto la scena sonora che stupisce per la sua coerenza e “indipendenza” dalla “fisicità” dei diffusori…
Ancora una voce: è quella di Lonette McKee, che canta “Bill”, sempre da “Show Boat”, questa volta nell’edizione canadese diretta da Harold Prince (Livent, 1994). Molti la ritengono la più bella interpretazione in assoluto di questa splendida canzone. Conosco bene questa traccia del cd, l’ho sentita innumerevoli volte, il timbro caldo e robusto della voce della McKee mi ha sempre incantato, ma questa volta resto stupefatto: non l’ho mai sentita così presente, così pulita, così reale. Mi avvicino al diffusore di sinistra e mi sposto davanti ad esso: non sembra davvero che sia un mobile ad emettere quel suono, ma la cantante in carne ed ossa! L’altezza dei diffusori e la collocazione al loro interno dell’unità dei medio-alti si rivelano davvero strategiche: la sensazione è molto simile a quella che si ha quando in un piccolo locale capita di passare davanti a chi sta cantando…

Ho voglia di Oscar Peterson, uno dei jazzisti che amo di più. Guardo la data di incisione di “We Get Requests” (Verve, cd senza data): 1965. E’ incredibile come possa suonare così bene un’incisione di 45 anni fa! Eppure è così e le Delta sanno come comportarsi: mi limito a un solo brano, “You Look Good To Me”, ma è più che sufficiente per confermare un pianoforte assolutamente di prim’ordine, un contrabbasso che “spinge” in basso con una naturalezza senza pari, dei piatti che sembrano “respirare”. E, ancora una volta, quella “separatezza” dei singoli strumenti, con quel “vuoto” naturale intorno a ciascuno di essi, che è condizione necessaria perché si determini un tessuto sonoro unitario e coerente.”


Francesco Saitta:

“Prima impressione: l’estetica è persino migliore che in foto, davvero molto belle e molto ben rifinite (ma che grandi dentro la mia piccola sala d’ascolto non passano certo inosservate).
Cerco qualche disco che possa muovere decisamente le membrane dei woofer e tiro fuori Thriller di M.J. e Fat of the land dei Prodigy (ebbene si ho anche questo nella mia discoteca ma mi piace spaziare in tutti i generi musicali).
Già sulle note supercompresse del defunto Michael noto qualcosa di “strano”: i super bassi non rimbombano nel mio piccolo ambiente e vengono fuori invece decisi ma ben definiti (guarda guarda che quel demonio di Renato aveva ragione di non preoccuparmi delle dimensioni dei woofer delle D4 R9, che se ben dimensionata la cassa non da problemi di saturazione anche nell’ambiente piccolo)…
Dopo cena incomincio ad elevare il tenore dei dischi (Steely Dan Gaucho in SACD) e toscano + sigle malt mi preparo all’ascolto “serio”.

Alzo il volume e … perbacco Giussani!!!

La musica mi “riempie” letteralmente la stanza, tutti gli strumenti di precisione chirurgica degli amici Donald & Walter hanno 3D ed uno strabiliante effetto presenza, tanto che mi tornano in mente le infinite sessioni di ascolto fatte in gioventù nelle sale prove delle band dove suonava il mio compagno di banco.

Le D4 R9, senza alcuna necessità di spostamenti, pur imponenti nelle loro dimensioni, non ci sono! Il sound stage è disposto tutto nella parete di fronte che si materializza con un notevole spessore.

La definizione è notevole e l’equilibrio con cui vengono proposte tutte le frequenze audio lo è altrettanto ed esalta come non avevo mai ascoltato i vantaggi del SACD.

Passo quindi a qualcosa di meno articolato e più “armonico”: Sara K. Tell me I’m not dreamin’… la bellissima cantante folk canta solo per me direttamente seduta con la sua chitarra nella mia stanza e mi viene voglia di spegnere la luce per rendere il sogno più reale.”


Stefano Correnti:

“Le GR DELTA 4 R9 si sono dimostrate delle vere fuoriclasse con una estensione notevole sia verso le note gravi che verso la parte altissima dello spettro…
L’incrocio fra i vari componenti è impercettibile, sembrano delle grandi elettrostatiche…
Il pannello che contiene le unità delle vie superiori è di limitata larghezza e permette di avere il grande pregio come i minidiffusori di “sparire”…
Le voci sia maschili che femminili sono molto “reali” avendo nello stesso tempo un alto grado di neutralità e piacevolezza…
La dinamica è esuberante anche se pilotate da “soli” 150 watt del mio Gryphon Antileon Signature (ricordo che il mio ambiente è di circa 40 m2 ed è abbastanza assorbente) la microdinamica e i passaggi più minuti contenuti nel supporto sono ben evidenziati…
Digeriscono ogni genere musicale senza scomporsi con la grande orchestra o pop-rock cattivo…
notevoli con il jazz, con dischi live registrati come si deve ti trasportano dentro l’ambiente dove è avvenuta la registrazione…
Per niente critiche nell’accoppiamento nell’ambiente a casa mia spostamenti verso la parete posteriore e a quelle laterali porta ad un modesto aumento di basse frequenze…
Altro aspetto positivo che si ha una grande finestra d’ascolto che varia poco spostandosi dal centro del vertice e anche variando la quota orecchie i cambiamenti sono minimi.”


Stefano Giombini:

“..Veniamo alle GR Delta 4 R9. Diciamo di averle ascoltate diverse volte e ormai ho imparato a conoscerle. La bellezza delle voci è la cosa che più mi impressiona oltre alla facilità di riproporre una scena sonora ampia e ben dimensionata sia in altezza che in profondità.
Poi con i Pink Floyd la potenza dei bassi emoziona e dai commenti ricevuti non è stata solo una mia impressione.
Per finire a me piacciono di più coperte, sono molto più affascinanti .”


Roberto Vivan Acoustical Concept Room:

“Avrei molto da dire, mi soffermerò però solo su di un fattore che a mio giudizio è quello più importante. Dunque, se è vero che siamo degl’esseri complessi, composti da diverse parti che sono la fisicità biocellulare, quindi il corpo ed in seguito da spirito, mente ed anima e che allo stesso tempo non ne abbiamo coscienza, beh… alla seduta di ascolto frontale alle GR Delta 4 R9 dopo qualche minuto comincio a relazionarmi con queste parti. Dialogo con esse e magicamente mi vengono in mente idee, faccio progetti e sopratutto mi sento bene, tutte le mie parti si dividono per poi riunirsi e nel mentre il mio corpo ne prende coscienza, l’esperienza è senza precedenti. Quello che accade è simile ad una elevazione spirituale.
Non sto scherzando, il concetto è estremizzato ma reale.
Mi occupo di PsicoAcustica da sempre e vi invito a provare. Siamo esseri vibratori ed il suono è vibrazione, tra noi e lui esiste una connessione e quando la si trova tutto diventa poesia.
Servono due cose essenziali il giusto ed appropriato sound e le Delta 4 R9.
E mi raccomando… Tanta concentrazione e volontà. Accendete, sedetevi, liberate la mente, e preparatevi ed un viaggio del quale non potrete farne più a meno. Grazie Giussani.
Questi diffusori suonano magnificamente anche se non dotati della giusta strumentazione. La PsicoAcustica vi ricordo che non è soggettiva, ma oggettiva, quindi non si mostra il suono come ci piace, ma solo come ci fa stare bene.”